Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il mar ott 20, 2009 1:21 pm

un aneddoto realmente accaduto a New York:

per fare uno spot pubblicitario, una ditta ha messo un tipo in piena 5th Avenue con un cartello
"free cash" (denaro gratis).

Il tipo aveva istruzione di dare 10 dollari a chiunque glielo chiedesse.

E' stato una giornata intera li', e solo un passante gli ha chiesto 25 cents per comprare il giornale nel distributore automatico.

Il megalopolita è talmente condizionato a NON OSSERVARE, a NON TENTARE nuove esperienze, a DIFFIDARE
e a scartare ogni cosa che possa comportare una interazione con un essere umano....

Voglio vedere se una scimmia si mette a dar via banane gratis quanto durano.... le scimmie sono molto più libere di noi.

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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi Federico82 il mar ott 20, 2009 2:01 pm

come pensi che finiranno queste megalopoli..
intendo dire: gli abitanti e le strutture...
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il mar ott 20, 2009 4:20 pm

come fini' Roma quando crollo' l'impero.... da 1.200.000 abitanti nel 200 DC si passo' a 30.000 nel 600... Maria correggimi se sbaglio.
Oppure come fini' Palenque, Tikal, Tehotihuacan, e mille altre xxx-opoli quando crollo' il loro "resource base", il flusso di energia e materie prime che le sostentava.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il lun ott 26, 2009 12:56 pm

"la presa del Metro" è una di quelle attività quotidiane che mette in dolorosa luce, nella sua nuda e glabra essenza, la realtà della vita del metropolaro.

Gli individui si accalcano verso la risorsa, non apertamente sgomitando - che non sarebbe signorile - ma in chiara competizione l'uno con l'altro. NESSUNO, e sottolineo NESSUNO, si volta a considerare se c'è qualche persona anziana, qualche donna, uno che è li da molto ad aspettare, e che meriterebbero la precedenza. E' la legge della giungla nella sua bieca crudità.

Anche le pecore fanno lo stesso: i più prepotenti avanti e gli altri dietro ad aspettare.

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Per come son fatto io, ogni giorno devo lasciar passare almeno 5 treni prima di riuscire a salire. E finora, in quasi 3 mesi in questo campo di concentramento chiamato Parigi, nessuno mi ha detto "oh ma lei è tanto che aspetta, passi avanti".

Stamattina osservando la bolgia mi è scappato un "ma questa non è vita" ad alta voce, e un tipo mi sorride e chiede "ma lei da dove viene?". Si vede che i metropolari hanno anche perso la capacità di indignarsi e stupirsi. Ci si assuefa anche al lager.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il lun nov 09, 2009 12:16 pm

stamattina un'altro episodio del calvario metropolitano... sciopero, stazione intasata, gente incazzata... un giovane timido, con le stampelle, si avvicina piu volte ai treni tentando di imbarcarsi ed ogni volta è respinto da una massa umana indifferente ed affannata nella sopravvivenza individuale. Io lo osservo a distanza, poi a un certo punto non ce la faccio piu', blocco la gente che cerca di tuffarsi nel treno dicendo "questo signore ha la precedenza, lasciatelo passare". La gente stranamente obbedisce, il ragazzo si imbarca. Una signora di mezza età, un volto arrogante e borghese, mi azzanna inviperita con perfetto accento paristronzo, sostenendo l'improbabile tesi per cui gli handicappati non dovrebbero prendere il metro nelle ore di punta!

Una parigina incazzata perchè le si è portata via la preda di un posto in metro:

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io mi allontano per non essere indotto nella tentazione di scaraventare la stronza sotto il treno successivo. l'importante è che il giovane sia in salvo.

secondo me il tipo che scrisse la storia di sodoma e gomorra, con dio che dice "mostrami un solo giusto e risparmiero' la città", doveva aver vissuto a Parigi.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi indopama il lun nov 09, 2009 3:44 pm

mi sa che anche qui fanno come a parigi perche' ancora nessuno ha speso due parole per darti supporto.
lo faccio io.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi Federico82 il lun nov 09, 2009 3:50 pm

indopama ha scritto:mi sa che anche qui fanno come a parigi perche' ancora nessuno ha speso due parole per darti supporto.
lo faccio io.


no Indio, penso sia differente, per il mio conto, leggendo quanto scrive don camillo, mi sento quasi "stordito" da tutta questa violenza repressa, ..mi chiedo cosa accadrà quando tutto questo sistema non sarà piu in grado di dar da mangiare a questi "sub-umani"
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il mar nov 10, 2009 1:24 pm

quando stavo a Roma, col mio amico Amedeo, quasi sempre ci divertivamo a lasciar partire il metro senza prenderlo, e aspettare di proposito il prossimo, cosi', senza una ragione; e nel frattempo filosofavamo sulle cause del crollo dell'Impero Romano, e contemplavamo l'esistente attorno a noi come se non ci toccasse, e ci godevamo la coscienza dell'essere, qui ed ora, senza un dover fare o andare. Era un piacere intensissimo, che nessun possesso o consumo o nessun correre e fare e andare possono dare.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il mar nov 10, 2009 2:24 pm

l'amico amedeo commenta:

la vita nelle megalopoli è sempre più irrazionale oltre ad essere dominata dalla violenza degli istinti animaleschi. Tale fenomenologia purtroppo si espande anche verso i piccoli centri campagnoli dove la gente genuina ancora non sa che cosa significa parcheggiare in doppia fila o prendere una scala mobile.

Con due amici e colleghi stiamo pensando di andarcene in campagna, molto lontano nei centri abitati. Vogliamo costruire un centro autosufficiente con energia eolica-solare per diventare contadini e produrre frutti biologicamente naturali (pleonasmo curioso ma necessario purtroppo).

Quando arriverà la catastrofe del collasso occidentale, se saremo stati abbastanza saggi e prudenti, forse potremmo sopravvivere alla prossima barbarie che si affaccia al nostro orizzonte. Altro che vandali e ostrogoti, i metropolitani di tutto il mondo saranno trasformati in neovandali postmoderni.
Eppure la fine di una civiltà del passato era un'occasione di crescita per nuovi popoli e nuove idee, ma, non so perchè, questa volta mi sembra che non sarà facile sopravvivere. La malvagità umana verso le poche risorse primarie di vita del nostro pianeta supera ogni razionale comprensione. Un manipolo di plutocrati accompagnati da prostitute, transessuali, eunuchi e pedofili ci guida a tutta velocità verso la catastrofe finale.
Beh, a dir il vero la nostra non è tanto una magra consolazione, non solo sappiamo cosa sta succedendo ma almeno ci asteniamo, per quanto possibile, dall'esserne complici.
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Re: Megalopolis: i grandi cancri del pianeta

Messaggiodi doncamillo il gio nov 19, 2009 10:44 am

ieri le strade erano di nuovo invase di gente che festeggiava la vittoria dell'Algeria sull'Egitto. Era una festa brutta, la gente si intruppava e invece di ballare e cantare, guardavano tutti attorno cercando qualcuno che facesse spettacolo per loro. Visto l'esperienza del sabato prima, in cui all'uso di mortaretti e fumogeni è intervenuta la polizia, questa volta niente fuochi d'artificio. Allora dei matti hanno dato spettacolo arrampicandosi su degli edifici, e tutti a naso in su a guardare i matti.
Allora ho pensato, la gente non riesce neanche più a far festa in modo spontaneo, abbiamo bisogno di qualcuno che organizza le cose, e noi stiamo a fare gli spettatori passivi. Boh, o forse cosi' sono gli algerini trapiantati in Francia. Comunque che siamo una società di massa, in cui l'espressione spontanea di sentimenti è stata violentemente mutilata, e in cui la variabilità culturale di espressività è stata azzerata, siamo.
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