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Space Economy Revolution

Peak oil, energia, media news, aspetti politici della crisi energetica.

Space Economy Revolution

Messaggiodi Mario il ven feb 13, 2009 12:35 pm

Ciao a tutti !
Lancio un sasso nello stagno riportando un'iniziativa apparsa su Coelum di questo mese (rivista di astronomia), su questa rivista è uscito un articolo che lancia le iniziative ed i prinicipi della Space Economy Revolution.
Premetto che non sono convinto della possibilità economica/tecnologica per avviare questa fantomatica rivoluzione, senza contare che si punta troppo sul turismo spaziale e poco sul vero obiettivo, ovvero il recupero delle materie prime.
Su cosa si basa quest'iniziativa ? su un principio base, quello che non ci si può arrendere alla decrescita, ma si deve continuare a crescere e per farlo si possono andare a prendere le risorse nello spazio.
"Quasi 7 miliardi di esseri umani abitano ormai il pianeta Terra: abbiamo urgente bisogno di aprire la frontiera, e di passare ad una visione più ampia del nostro mondo, di accedere alle risorse materiali ed energetiche del sistema geo-lunare. In breve, abbiamo bisogno di una nuova “Filosofia del mondo aperto". L'alternativa sarebbe l'implosione e il collasso della nostra civiltà."
ed ancora :
"L’evento più promettente della fase storica attuale, la rivoluzione industriale dei paesi emergenti, si trova subito a dover affrontare la drammatica insufficienza di energia e di materie prime della Terra. Questa rivoluzione è quindi destinata a fallire, se resterà bloccata all'interno dei nostri confini planetari."

L'idea di base è interessante, e secondo me vale la pena ragionarci su, anche se premetto che non sono d'accordo con questa filosofia.
Partiamo da alcuni punti fermi e fisicamente dimostrabili :
1) Le risorse alimentari sono in fortissimo calo, dovuto alla sottrazione di terreni agricoli, all'impoverimento degli stessi, ai costi delle risorse utili all'agricoltura
2) La popolazione è in fase di crescita esponenziale
3) Le risorse minerali ed energetiche sono in generale esaurimento (qualcuna ha già piccato, altre sono vicine al picco).
4) Il sistema solare ha risorse energetiche/minerali praticamente infinite

Questi sono dati che credo incontrovertibili e dettati dalla matematica e dalla fisica.
Ora il bivio, mettiamo che sia tecnologicamente ipotizzabile, è il seguente :
a) accettare una decrescita ed un lento declino della civilità umana
b) fare uno scatto di investimenti per decidere di uscire dal pozzo gravitazionale e continuare l'espansione usando le risorse presenti nel sistema solare.

Secondo me la soluzione a non è detto che sia definitiva, in quanto è possibile, secondo me, raggiungere un livello accettabile di sviluppo e puntare sulle nuove tecnologie eco-compatibili e rimandare il "salto nello spazio" di 4-500 anni quando saremo sufficientemente maturi dal punto di vista ambientale (nel senso più lato del termine).
Voi cosa ne dite ? Parlo del bivio filosofico/politico, non dell'iniziativa di "the space renaissance initiative" che mi sembra una (in genovese) belinata
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi tapro il ven feb 13, 2009 1:28 pm

Mario ha scritto:Ora il bivio, mettiamo che sia tecnologicamente ipotizzabile, è il seguente :
a) accettare una decrescita ed un lento declino della civilità umana
b) fare uno scatto di investimenti per decidere di uscire dal pozzo gravitazionale e continuare l'espansione usando le risorse presenti nel sistema solare.

Secondo me la soluzione a non è detto che sia definitiva, in quanto è possibile, secondo me, raggiungere un livello accettabile di sviluppo e puntare sulle nuove tecnologie eco-compatibili e rimandare il "salto nello spazio" di 4-500 anni quando saremo sufficientemente maturi dal punto di vista ambientale (nel senso più lato del termine).
Voi cosa ne dite ? Parlo del bivio filosofico/politico, non dell'iniziativa di "the space renaissance initiative" che mi sembra una (in genovese) belinata


Il "pozzo" è molto profondo, e la distanza che ci separa da un'ipotetica civiltà del Sistema Solare sembra maggiore di quella che ha separato l'epoca dei grandi imperi dell'Antichità dal Presente.
Noi, con i nostri satelliti, i nostri Shuttle e le nostre stazioni spaziali, siamo più simili ai fenici con le galee che a Colombo con le caravelle. Non siamo in grado di creare un'insediamento stabile neanche sulla Luna, che è a due passi da qui.

Ci sono voluti 2000 anni e un Medioevo, un Rinascimento e una Rivoluzione Industriale. Quindi 500 anni li vedo un pò pochini.

E' anche vero che la tecnologia ha accelerato i tempi, ma la stessa tecnologia che ci ha permesso di andare a dare "un'occhiata in giro" ha creato una serie di problemi che hanno ipotecato pesantemente il nostro futuro. Lo scatto di investimenti per uscire dal pozzo rischia di rivelarsi l'ennesimo passo più lungo della gamba.

Si tratta di ricreare una società tecnologica completamente nuova da zero, non di basare quella futura come adattamento e correzione di quella presente, come stiamo facendo oggi.
Costruire una nuova società tecnologica da zero presuppone la distruzione della presente società tecnologica, con conseguente passaggio attraverso un nuovo medioevo e un nuovo rinascimento.

La differenza rispetto al ciclo storico precedente, è che ad ogni passaggio corriamo il rischio di autodistruggerci, o quantomeno di rallentare fortemente il processo.
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi Bernardo Mattiucci il ven feb 13, 2009 2:27 pm

Diciamo le cose come stanno... senza alcun timore:

abbiamo impiegato soltanto 12 anni per partize da zero, senza nessuna conoscenza di astronautica, ed arrivare a posare il primo piede sulla Luna. 1957-1969!
Vuoi che con i progressi raggiunti non si possa tornare lassu' e piantare una base permanente ad uso minerario?

Secondo me e' possibile... ed anzi andrebbe fatto.

Scegliere di NON_FARLO significherebbe prepararsi a due possibilita':
1) perdita delle conoscenze e declino irreversibile dell'intera umanita' per migliaia di anni
2) programmare sin da subito un "recupero" della nostra civilta' nei prossimi 500 anni.

Il secondo punto non e' facile... anzi. Prevede infatti la programmazione dei traguardi che a livello mondiale vanno obbligatoriamente raggiunti nei prossimi 500 anni. Se non raggiungiamo anche solo uno di questi traguardi, per l'umanita' non ci sarebbe scampo. Ma il rischio e' comunque altissimo e non sappiamo se, restando nella situazione attuale, ricominciamo da 0, 1, 3 o 1000! Stiamo seriamente rischiando l'estinzione "culturale"... e questo non e' affatto bene. Per ogni anno di non-sviluppo, se ne avranno almeno 10 di decrescita... ed altri 10 di stasi. Quindi per ogni anno che perdiamo, in realta' ne perdiamo almeno 20!

l contrario... puntare sull'apertura della frontiera spaziale, potrebbe eliminare alcuni problemi attuali (disoccupazione, fame, guerre...). Ma per poterlo fare e' necessario riunire tutti i capi di stato e decidere all'unanimita' di perseguire l'obiettivo SPAZIO a livello MONDIALE e non di singolo Stato!

Ma contemporaneamente, andrebbero avviati programmi di ripristino dell'agricoltura quale attivita' principale a livello mondialo.

Ma siamo comunque quasi 7 miliardi... e le difficolta' principali potrebbero arrivare da chi si sente culturalmente e religiosamente superiore agli altri. Se si accettasse l'idea che siamo effettivamente tutti uguali, forse qualche speranza di riuscita c'e'. Altrimenti :?
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi Mario il ven feb 13, 2009 2:28 pm

sono abbatsanza d'accordo con te, Tapro.
In realtà non si parla di raggiungere altre civiltà, ma di sfruttare le immense risorse minerarie della Luna e dei Near Earth Objects, ovvero gli asteroidi che vagano entro l'orbita di Marte. In pratica, tecnologicamente, questi ultimi sono sfruttabili a costi inferiori di un eventuale insediamento minerario sulla Luna.
Ma non vorrei che ci soffermassimo sulle capacità tecnologiche, perchè secondo me, queste chiudono già il discorso, ovvero ad oggi consumiamo più energie per raggiungere un asteroide di quelle che potremo ricavarne (il problema principale non è raggiungerlo, ma far tornare indietro un carico sufficiente).
Quello che vorrei invece discutere è l'idea, non dissimile dall'idea del New Deal Ecologico.
Io sono convinto che la crescita della civiltà umana non può che passare da un fortissimo ridimensionamento della nostra capacità di consumare e di riprodurci, in parole povere, dobbiamo arrivare ad un pianeta meno sovrapopolato e sopratutto usare molto meglio le risorse (ad oggi buttiamo dalla finestra un sacco di risorse minerarie ed energetiche). Questo discorso vale anche per la creazione di un economia paragonabile a questa mediante un New Deal Ecologico (secondo me non abbiamo tutto l'acciaio, il rame, il petrolio per creare impianti eco-compatibile lasciando inalterato il livello dei consumi).

p.s.: chissà se ci legge Scaroni, potrebbe prendere l'idea per andare a sfruttare i giacimenti di metano su Titano :lol:
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi Luigi Lucato il ven feb 13, 2009 3:54 pm

Uno dei problemi del nostro mondo è avere aumentato in modo abnorme i trasporti,
a furia di delocalizzare ... aumentando così il consumo energetico per ogni prodotto usato.
Delocalizzare ancora più lontano e con costi energetici ASTRONOMICI non mi sembra una soluzione
può esserlo andare su altri pianeti per viverci ... non per avviare un traffico astronomico.

molte risorse hanno un significato se usate localmete, trasportate a migliaia di km. non hanno senso
visto anche il basso contenuto enrgetico, quando il costo enerrgettico del trasporto supera il contenuto di energia/uso dell'oggetto siamo già fuori da ogni convenienza.

Diverso è andare per insediarsi e vivere.
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi tapro il ven feb 13, 2009 4:10 pm

Infatti non pensavo alla possibilità di raggiungere altre civiltà.
La possibilità di raggiungere altri pianeti abitabili o sfruttabili è, allo stato attuale, talmente remota che non la prenderei neanche in considerazione, men che meno raggiungere altre civiltà. Forse tra una mezza dozzina di cicli storici.
Io parlavo della futura civiltà umana del sistema solare.

Quello che volevo dire è che noi stiamo basando il new deal ecologico sulla "buona volontà" degli esseri umani e adattando e modificando le vecchie tecnologie e il vecchio modo di pensare alle nuove condizioni. Si pensa sempre al tornaconto economico o alla morale religiosa prima di decidere se passare alle energie rinnovabili o se diffondere la pillola nel terzo mondo, e questo modo di pensare ci porta alla rovina.
Finchè siamo su questa strada non arriveremo da nessuna parte, perchè l'uomo (inteso nel suo complesso, come Umanità) non è in grado di autoregolarsi, o perlomeno, non lo ha dimostrato fino ad oggi. Tralasciamo i piccoli gruppi di volenterosi dai grandi ideali, non sono questi che fanno la storia del presente e dell'immediato futuro, perchè hanno di fronte a sè un sistema troppo complesso e zavorrato per poterlo cambiare in tempi ragionevoli.

Io non ci credo al fatto che l'umanità da oggi, di fronte al possibile disastro, sia capace di cambiare strada.
Di conseguenza credo che tutto avverrà come è sempre avvenuto, crisi, tentativi di salvare il salvabile, crollo, lungo periodo di depressione e rinascita sulle ceneri del vecchio mondo, su nuovi valori e nuove tecnologie, recuperando il meglio di quelli vecchi - ma ci vorrà del tempo, tanto tempo.

Allora forse si potrà parlare di tornare nello spazio e sfruttare le risorse.

Non credo molto nella decrescita felice, ma non sono il solo. Anche tu dici che non abbiamo tutto l'acciaio, il rame e il petrolio per gli impianti eco-compatibili.
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi kermitilrospo il ven feb 13, 2009 4:24 pm

Bernardo Mattiucci ha scritto:Diciamo le cose come stanno... senza alcun timore:

abbiamo impiegato soltanto 12 anni per partize da zero, senza nessuna conoscenza di astronautica, ed arrivare a posare il primo piede sulla Luna. 1957-1969!
Vuoi che con i progressi raggiunti non si possa tornare lassu' e piantare una base permanente ad uso minerario?



vorrei aggiungere nel 1969 siamo andati sulla luna e non avevamo nemmeno il commodore64 ora invece con windows7 chissà quali orizzonti si potranno aprire..... :o :o :o :o :o
Detto questo per me il piede sulla luna lo abbiamo posato solo a holliwood per cui per queste cose siamo ancora molto indietro purtroppo :geek:
il malvagio talvolta si prende un giorno di riposo, lo stupido no.
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi Ste il ven feb 13, 2009 4:45 pm

kermitilrospo ha scritto:vorrei aggiungere nel 1969 siamo andati sulla luna e non avevamo nemmeno il commodore64 ora invece con windows7 chissà quali orizzonti si potranno aprire..... :o :o :o :o :o


al limite quando si impalla la navicella chiudiamo le applicazioni e riavviamo il sistema... :lol:
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi riccardo il ven feb 13, 2009 6:06 pm

Detto questo per me il piede sulla luna lo abbiamo posato solo a holliwood per cui per queste cose siamo ancora molto indietro purtroppo

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando,
ma è un debole presagio che non dice come e quando...
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Re: Space Economy Revolution

Messaggiodi Mario il ven feb 13, 2009 6:18 pm

Anche io non credo che la decrescita sarà felice e dolce, Tapro.
Per questo penso che una proposta come questa di un new deal spaziale o di un new deal ecologico possono essere prese sul serio, perchè difficilmente può essere invece, accettato un ridimensionamento globale.
Gli umani si sono comportati spesso come cavallette ed è possibile che continuino a farlo, non mi meraviglierebbe che si decida di investire altre risorse ed energie in avventure di questo tipo, ma la mia osservazione è : giusto, ma se lo facciamo ora e non nel 2500, rischiamo di distruggere quel poco che ci rimane perchè non lo sappiamo utilizzare in maniera razionale, ma sprechiamo troppe risorse.
Per questo motivo credo che invece, verranno fatti dei tentativi in tal senso...
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