Ciao a tutti !
Lancio un sasso nello stagno riportando un'iniziativa apparsa su Coelum di questo mese (rivista di astronomia), su questa rivista è uscito un articolo che lancia le iniziative ed i prinicipi della Space Economy Revolution.
Premetto che non sono convinto della possibilità economica/tecnologica per avviare questa fantomatica rivoluzione, senza contare che si punta troppo sul turismo spaziale e poco sul vero obiettivo, ovvero il recupero delle materie prime.
Su cosa si basa quest'iniziativa ? su un principio base, quello che non ci si può arrendere alla decrescita, ma si deve continuare a crescere e per farlo si possono andare a prendere le risorse nello spazio.
"Quasi 7 miliardi di esseri umani abitano ormai il pianeta Terra: abbiamo urgente bisogno di aprire la frontiera, e di passare ad una visione più ampia del nostro mondo, di accedere alle risorse materiali ed energetiche del sistema geo-lunare. In breve, abbiamo bisogno di una nuova “Filosofia del mondo aperto". L'alternativa sarebbe l'implosione e il collasso della nostra civiltà."
ed ancora :
"L’evento più promettente della fase storica attuale, la rivoluzione industriale dei paesi emergenti, si trova subito a dover affrontare la drammatica insufficienza di energia e di materie prime della Terra. Questa rivoluzione è quindi destinata a fallire, se resterà bloccata all'interno dei nostri confini planetari."
L'idea di base è interessante, e secondo me vale la pena ragionarci su, anche se premetto che non sono d'accordo con questa filosofia.
Partiamo da alcuni punti fermi e fisicamente dimostrabili :
1) Le risorse alimentari sono in fortissimo calo, dovuto alla sottrazione di terreni agricoli, all'impoverimento degli stessi, ai costi delle risorse utili all'agricoltura
2) La popolazione è in fase di crescita esponenziale
3) Le risorse minerali ed energetiche sono in generale esaurimento (qualcuna ha già piccato, altre sono vicine al picco).
4) Il sistema solare ha risorse energetiche/minerali praticamente infinite
Questi sono dati che credo incontrovertibili e dettati dalla matematica e dalla fisica.
Ora il bivio, mettiamo che sia tecnologicamente ipotizzabile, è il seguente :
a) accettare una decrescita ed un lento declino della civilità umana
b) fare uno scatto di investimenti per decidere di uscire dal pozzo gravitazionale e continuare l'espansione usando le risorse presenti nel sistema solare.
Secondo me la soluzione a non è detto che sia definitiva, in quanto è possibile, secondo me, raggiungere un livello accettabile di sviluppo e puntare sulle nuove tecnologie eco-compatibili e rimandare il "salto nello spazio" di 4-500 anni quando saremo sufficientemente maturi dal punto di vista ambientale (nel senso più lato del termine).
Voi cosa ne dite ? Parlo del bivio filosofico/politico, non dell'iniziativa di "the space renaissance initiative" che mi sembra una (in genovese) belinata

