Il Nucleare è una boiata pazzesca

Peak oil, energia, media news, aspetti politici della crisi energetica.

Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi vernetto il mer lug 16, 2008 12:22 am

Oggi sul blog di Crisis http://crisis.blogosfere.it/2008/07/mil ... leari.html Silvano chiedeva:

"Un'altra domanda per costruire 1000 centrali nucleari: quanto rame, ferro, alluminio, ecc. ecc. sono necessari?"

Sarebbe bello elaborare qui su questo tema. Vogliamo mettere insieme le prove che le centrali nucleari non valgono il terreno su cui sono costruite? Io purtroppo ne so praticamente nulla...
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi cocis18 il mer lug 16, 2008 8:19 am

solamente il premier italiano poteva sparare questa cazzata universale..e :lol:
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi paolomot il mer lug 16, 2008 10:24 am

Anch'io purtroppo non so nulla, proviamo chiedere a Scajola :lol: :lol: io immagino la sua risposta: " si qualche tonnellata di quei materiali e manodopera" 8-) 8-)
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi vernetto il mer lug 16, 2008 7:36 pm

Intanto vorrei riportare le interessanti notizie forniteci da medo

http://petrolio.blogosfere.it/2008/07/o ... ent-687135

Vi scrivo dalla Francia dove sono prossime allo smantellamento alcune centrali nucleari, i cantieri delle centrali di nuova generazione sono tutti fermi a tempo indeterminato e una enorme centrale di produzione di carburante nucleare (Tricastin) è ferma dopo un incidente di livello 1 occorso qualche settimana fa (50mila persone con divieto assoluto di utilizzo di acqua potabile e restrizioni diverse per altri 150mila) e dove in alcune città e dipartimenti ci sono già ad oggi (luglio 2008) distacchi di qualche minuto "a grappolo" per poter garantire l'import/export ed evitare le penali dei contratti soprattutto con l'Italia. Questa settimana in ufficio e abbiamo contati 3, a casa mia verso sera ce n' uno di 10/20 secondi ogni tre giorni. Ovvio che nessun giornale riporti la notizia...

La domanda cruciale è: fino a quando dureranno i mini-distacchi ai francesi per garantire la quota nucleare della gittata elettrica verso i paesi confinanti? Presto EDF dovrà attuare un programma di risparmio anche per finirla di usare rischiosamente al 105-110% la capacità produttiva del comparto nucleare (che tra l'altro d'estate entra in conflitto con i bisogni agricoli del paese, visto che in media annua circa il 40% di tutte le acque potabili e non potabili è utlizzato dagli impianti nucleari).

Nella mia famiglia ho una sola persona che lavora nella "filiera" EDF (società elettrica francese) e parlando con colleghi e conoscenti si dice certo che l'aumento di gas e petrolio, unito a quello del carburante nucleare per usi civili, costringerà la Francia a tagliare progressivamente l'export di energia elettrica già dall'inverno 2008/2009, partendo dall'Italia.

Questo significa razionamento elettrico e distacchi (per non dire black-out di media durata) nelle zone d'Italia dove la distribuzione elettrica è tecnicamente costosa per il gestore, tipo in Sicilia dove un megawatt costa il doppio rispetto alla media nazionale per non parlare degli entroterra appeninici non prossimi all'alto voltaggio e agli scambiatori.

Senza petrolio a buon mercato per i trasporti si puo' ancora reggere il colpo (non per molto), ma senza elettricità e con cosi' poco tempo a dispisizione per trovare altre fonti, sarà immediato il crollo industriale: il problema alla base per affrontare tali dissesti "sistemici" è sempre lo stesso, ovvero che NON esistono piani di emergenza regionali e nemmeno un quadro di riferimento di urgenza energetica a livello nazionale se non il ricorso all'import, appunto, che già a livelli massimi fisici ed economici. Resterebbero attuabili in breve tempo soloe le misure del tipo razionamenti e blocco delle utenze domestiche ad esempio nelle ore notturne per garantire il flusso di corrente elettrica all'industria "accesa" 24/24 h, ma non mi pare di poter affermare che sia LA soluzione.
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi nickvandeerpeers il mer lug 16, 2008 9:52 pm

vernetto ha scritto:Intanto vorrei riportare le interessanti notizie forniteci da medo

http://petrolio.blogosfere.it/2008/07/o ... ent-687135

Vi scrivo dalla Francia dove sono prossime allo smantellamento alcune centrali nucleari, i cantieri delle centrali di nuova generazione sono tutti fermi a tempo indeterminato e una enorme centrale di produzione di carburante nucleare (Tricastin) è ferma dopo un incidente di livello 1 occorso qualche settimana fa (50mila persone con divieto assoluto di utilizzo di acqua potabile e restrizioni diverse per altri 150mila) e dove in alcune città e dipartimenti ci sono già ad oggi (luglio 2008) distacchi di qualche minuto "a grappolo" per poter garantire l'import/export ed evitare le penali dei contratti soprattutto con l'Italia. Questa settimana in ufficio e abbiamo contati 3, a casa mia verso sera ce n' uno di 10/20 secondi ogni tre giorni. Ovvio che nessun giornale riporti la notizia...

La domanda cruciale è: fino a quando dureranno i mini-distacchi ai francesi per garantire la quota nucleare della gittata elettrica verso i paesi confinanti? Presto EDF dovrà attuare un programma di risparmio anche per finirla di usare rischiosamente al 105-110% la capacità produttiva del comparto nucleare (che tra l'altro d'estate entra in conflitto con i bisogni agricoli del paese, visto che in media annua circa il 40% di tutte le acque potabili e non potabili è utlizzato dagli impianti nucleari).

Nella mia famiglia ho una sola persona che lavora nella "filiera" EDF (società elettrica francese) e parlando con colleghi e conoscenti si dice certo che l'aumento di gas e petrolio, unito a quello del carburante nucleare per usi civili, costringerà la Francia a tagliare progressivamente l'export di energia elettrica già dall'inverno 2008/2009, partendo dall'Italia.

Questo significa razionamento elettrico e distacchi (per non dire black-out di media durata) nelle zone d'Italia dove la distribuzione elettrica è tecnicamente costosa per il gestore, tipo in Sicilia dove un megawatt costa il doppio rispetto alla media nazionale per non parlare degli entroterra appeninici non prossimi all'alto voltaggio e agli scambiatori.

Senza petrolio a buon mercato per i trasporti si puo' ancora reggere il colpo (non per molto), ma senza elettricità e con cosi' poco tempo a dispisizione per trovare altre fonti, sarà immediato il crollo industriale: il problema alla base per affrontare tali dissesti "sistemici" è sempre lo stesso, ovvero che NON esistono piani di emergenza regionali e nemmeno un quadro di riferimento di urgenza energetica a livello nazionale se non il ricorso all'import, appunto, che già a livelli massimi fisici ed economici. Resterebbero attuabili in breve tempo soloe le misure del tipo razionamenti e blocco delle utenze domestiche ad esempio nelle ore notturne per garantire il flusso di corrente elettrica all'industria "accesa" 24/24 h, ma non mi pare di poter affermare che sia LA soluzione.


Se la situazione è questa c'è solo da sperare in un inverno mite o in alternativa che si ciuccierà i distacchi abbia una buona scorta di legna.
Il problema come al solito è la gestione dei picchi, se andate sul sito della TERNA e vedete la domanda giornaliera si vede come le ore notturne abbiano una richiesta bassissima di energia, mente i momenti critici sono le ore diurne. Una prima soluzione come si puo' ben vedere dal grafico sarebbe quella di spostare gli utilizzi diurni negli orari notturni;
http://www.terna.it/default.aspx?tabid=1024 come lavatrici, lavastoviglie, ferro da stiro, phon etc; in modo da rendere la curva il più piatta possibile.
Si deve sviluppare il mini idroelettrico ed eolico da subito!!!
Non vi può essere sviluppo INFINITO in un mondo FINITO
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi vernetto il sab lug 19, 2008 10:10 am

dal Manifesto leggo un articolo di Guglielmo Ragozzino:

in breve dice che ufficialmente il nucleare contribuisce al 6.3% della produzione di elettricita', mentre l'idroelettrico solo al 2.2%; ma questo e' un dato falso perche' il nucleare converte solo un terzo dell'energia in elettricita', mentre l'idroelettrico ha efficienza quasi unitaria. In realta' il nucleare produce MENO energia mondiale che l'idroelettrico, e tutto il calore in piu' non piu' venire riutilizzato (perche'? boh). Inoltre le riserve di uranio, che attualmente durerebbero altri 50 anni, durerebbero molto meno se si utilizzasse di piu'... (io dico anche: fra 20 anni quale sara' il costo di estrazione dell'Uranio? Sicuramente 10 volte maggiore di oggi...)
Gli impianti hanno costi di costruzione immensi, e l'Italia non ha i soldi. E di investitori privati e' difficile trovarne, perche' i rientri dell'investimento sono a tempi lunghissimi...

Insomma, il Nucleare è buono solo per riempire le sacocce di chi si prende gli appalti di costruzione.
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi francesco G il sab lug 19, 2008 10:28 am

vernetto ha scritto:dal Manifesto leggo un articolo di Guglielmo Ragozzino:

in breve dice che ufficialmente il nucleare contribuisce al 6.3% della produzione di elettricita', mentre l'idroelettrico solo al 2.2%; .


no è il 16% se parliamo di energia elettrica quel 6,3% è per l'energia primaria mondiale.
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Re: Il Nucleare è una boiata pazzesca

Messaggiodi vernetto il dom ago 10, 2008 9:00 am

Dal Manifesto di oggi:

ENERGIA
LEGAMBIENTE, IL NUCLEARE
ASSORBE IL 53% DEI FONDI
Il nucleare continua a rappresentare «non una
ma la principale voce di spesa della ricerca
italiana in campo energetico» assorbendo «negli
ultimi 15 anni il 53% dei fondi, contro il
9% per le rinnovabili». Lo denuncia Legambiente
in un dossier presentato a Rispescia
(Grosseto) dov'è in corso Festambiente. Nonostante
l’Italia, aggiunge una nota, abbia «detto
no alle centrali con un referendum popolare»
del 1987, i cittadini continuano a pagare nelle
bollette circa 150 mln euro l'anno per finanziare
la Sogin, la società creata per rottamare
le centrali. Nel dossier Legambiente spiega
perché il nucleare non conviene, criticando le
previsioni di Enel che ha stimato i costi di costruzione
di una centrale da 1.700-1800 MW
tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro, 1800 e 2000
euro a kW. «Il problema - si legge nella nota
che cita esempi di Finlandia e Stati Uniti - è
che in tutte le stime a livello internazionale la
cifra è ben superiore». Una delle ultime valutazioni
è del colosso tedesco E.On «secondo cui
bisogna prevedere un costo di almeno 6 miliardi
di euro per un reattore da 1600 MW».

Sullo stesso numero del Manifesto, si narra come Totnes, ridente cittadina inglese, si prepara a diventare "Transition Town", città ad energia totalmente rinnovabile. Una associazione italiana organizza viaggi di conoscenza - speriamo siano almeno in AUTOBUS e non in aereo http://www.paea.it/it/transition_towns.php
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